I libri come strumento di ausilio

Come si fa a scrivere di qualcosa di così delicato, mi sono chiesta? Quello che sto per affrontare è un tema intimo, quello della salute mentale, spesso sminuito ogni volta che se ne parla, ancor di più taciuto da chi lo vive. La lettura può aiutarci molto, sotto qualsiasi punto di vista, ma soprattutto può aiutarci a prendere coscienza di ciò che si affronta e si sopporta ogni giorno.

 

Il tema della salute mentale negli ultimi anni è stato via via sdoganato e così anche nei libri se ne racconta con maggiore apertura e minori filtri, cercando di illustrare o narrare i sintomi, portando alla luce ciò che prima si teneva nascosto per paura del giudizio altrui, per le etichette della società e, non da meno, per una certa reticenza ad affrontare il fardello che ci opprime. Mi permetto quindi di suggerire la lettura di tre libri che, a mio avviso, possono rivelarsi strumenti di ausilio per chiunque sia coinvolto in una situazione similare e aiutarci a fare luce laddove il buio spesso ha il sopravvento.

 

 

Il suicidio narrato da Violetta Bellocchio 

 

Fervore

Il primo è Studio privato, di Violetta Bellocchio, un testo spudorato, senza filtri, narrato in prima persona così da proiettare chiunque legga nel vivo delle dinamiche interne. Qui, la salute mentale viaggia su un filo sottile, in bilico fra tutto ciò che viene considerato ordinario e tutto ciò che non lo è. La soluzione è il suicidio. La protagonista vive con un costante senso di inadeguatezza e si interroga su quando riuscirà a trovare il tempo di porre fine ai suoi tormenti. 

 

Come una lista della spesa, sbarra i giorni, scarta le ipotesi e le possibilità, trovandosi di fatto a rimandare di volta in volta perché sballottata da una vita che non sente più sua, priva di contorni, muovendosi nella città-giungla, caotica come solo Milano sa essere. Con una scrittura lucida e fortemente reale, l’autrice descrive con acutezza di dettagli il desiderio disperato di tornare a “sentire” il proprio corpo, la propria mente, alla ricerca di un’identità che appare del tutto disintegrata.

 

 

L’alcolismo raccontato da Giulia Scomazzon

 

8.6 gradi di separazione, di Giulia Scomazzon è un libro che racconta la dipendenza da alcolismo e farmaci, visti come strumenti che anestetizzano il dolore di Alice per la perdita di entrambi i genitori in un incidente, per il fallimento delle sue relazioni passate, per la sua incapacità di elaborare il proprio vissuto. Affogare nelle birre, nei superalcolici e nelle benzodiazepine tutto il male, per la protagonista equivale a non avere più reazioni, a giacere sul letto per ore in una pozza di vomito della sera precedente, a dimenticarsi di cambiare la lettiera piena di escrementi del suo gatto.

 

Una vita sfortunata raccontata con una penna ironica e sottile, quella che l’autrice ci presenta e, sebbene ogni via d’uscita sembri dissipata, ecco che arriva Matteo con la sua presenza e pochi semplici gesti a scalfire la corazza dietro cui Alice si nasconde. Chiedere aiuto non è segno di debolezza anzi, ci mette anche in relazione con gli altri, ci obbliga all’autoanalisi e a migliorarci.

 

 

 

Il saggio-inchiesta di Isabella Schiavone sulla tossicità lavorativa 

 

Lavoro tossico - Isabella Schiavone

Il terzo libro è invece un manuale. Lavoro tossico, di Isabella Schiavone si configura come una vera e propria inchiesta giornalistica che indaga sulle difficoltà che si incontrano nell’ambiente lavorativo. Una raccolta di testimonianze che fa luce sul burnout, sul mobbing e su tutta quella tossicità che nutre il bullismo negli uffici e nelle aziende. Un testo prezioso che ci indica i possibili rimedi per uscire dal buio profondo e riappropriarci della nostra salute mentale e fisica.

 

Consapevolezza, dunque, riconoscere il proprio valore, ricordarsi di respirare, riappropriarsi della propria vita passo dopo passo e – senza indugi – rivolgersi agli organi e alle figure competenti affinché possano accompagnarci in un solido percorso di guarigione. Un libro magari non potrà fare la differenza ma può aiutarci a fare un piccolo passo verso il riconoscimento di certe dinamiche e divenire uno strumento di ausilio importante.